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Quanti anni di stipendio servono per comprare una casa da 100 mq

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Quanti anni di stipendio servono per comprare una casa da 100 mq

In Italia nel 2020 ci volevano 8,7 anni di stipendio per acquistare una casa di 100 mq, in aumento rispetto agli 8,5 del 2000. Ma in altri Paesi dell’OCSE le cose sono messe decisamente peggio.

Questi i dati che emergono in un recente studio dell’organizzazione internazionale intitolato La tassazione degli alloggi nei paesi dell’OCSE, secondo il quale gli anni di reddito medio annuo necessari a coprire il prezzo di una casa di 100 mq sono aumentati in quasi tutti i Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e in alcuni di essi sono quasi raddoppiati nel confronto tra il 2000 e il 2020.

L’acquisto di una casa sta diventando più gravoso, il che allontana molte famiglie dall’accesso alla proprietà della casa nella maggior parte dei paesi sviluppati.

Tasso di sforzo per l'acquisto di casa nell'Ocse

Come si vede dal grafico qui sopra in Nuova Zelanda servono 18,7 anni per acquistare una casa di 100 mq; in Corea del Sud 16,6 anni, in Irlanda 16,1 anni, e in Lussemburgo 15,8 anni. In Spagna, paese molto simile all’Italia, nel 2020 servivano 11,1 anni di stipendio, mentre nel 2000 gli spagnoli avevano bisogno di “solo” 8,2 anni di reddito pieno. L’Italia, come si vede, è tra i Paesi in cui lo sforzo delle famiglie per acquistare casa è minore nella classifica dei 31 paesi OCSE redatta con dati disponibili sul tasso di impegno delle famiglie per acquistare casa nel 2020. La media europea è di 4,1 anni nel 2020 mentre nel 2000 si parlava di 3,6 anni di stipendio in media.

Le conseguenze dell’aumento dei prezzi delle case

Lo studio OCSE ha anche evidenziato alcune conseguenze dell’aumento dei prezzi delle case in termini socioeconomici, che possono essere riassunte così:

  • l’aumento delle spese per l’alloggio (affitto o mutuo) ha “effetti più profondi” sulle famiglie più giovani e a basso reddito;
  • l’aumento dei costi abitativi rende impossibile per le famiglie più povere investire nella manutenzione della casa o trovare un alloggio migliore in cui vivere;
  • aumentano gli squilibri socioeconomici. “L’aumento dei prezzi delle case è una grande opportunità per accumulare ricchezza, poiché i proprietari beneficiano di importanti ritorni sugli investimenti”, nota l’OCSE, rilevando anche un maggiore accesso al credito per i proprietari di case, poiché i proprietari beneficiano dei profitti ottenuti;
  • per quanto riguarda l’investimento, molte volte le case fungono da garanzia. D’altra parte, l’aumento dei prezzi delle case “rappresenta una barriera crescente alla proprietà, portando a costi di acquisto iniziali più elevati e oneri ipotecari più elevati per i nuovi acquirenti”, come il reddito dei giovani e delle famiglie a basso reddito;
  • segregazione spaziale. La crescita dei prezzi delle abitazioni varia considerevolmente da una regione all’altra, con differenze regionali in aumento nei valori degli immobili, che limitano la capacità delle famiglie a basso reddito di vivere vicino al luogo in cui lavorano. Anche gli alloggi possono contribuire alla segregazione spaziale, con importanti implicazioni per il benessere delle famiglie, l’accesso ai servizi pubblici e la mobilità sociale, che possono portare a lunghi spostamenti e incidere negativamente sul loro benessere”, spiega lo studio;
  • l’OCSE conclude che può anche “incidere sulla capacità delle famiglie di trasferirsi in aree che offrono migliori opportunità di occupazione e istruzione o accesso a servizi pubblici di qualità superiore, rafforzando così le disuguaglianze economiche esistenti”.
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