Si chiude con numeri significativi la sperimentazione 2026 del contributo di accesso a Venezia. Dopo 60 giornate di applicazione, il sistema del ticket d’ingresso al centro storico ha generato oltre 5 milioni di euro di incassi, con più di 650.000 voucher a pagamento emessi. Un risultato che conferma come Venezia continui a sperimentare strumenti innovativi per gestire i flussi turistici e preservare l’equilibrio tra residenti e visitatori.
Una sperimentazione estesa a tutti i principali periodi di affluenza
Il contributo di accesso è stato applicato dal 3 aprile al 26 luglio 2026, coprendo tutti i fine settimana, il ponte primaverile tra fine aprile e inizio maggio e alcune giornate del mese di giugno, per un totale di 60 giornate, sei in più rispetto all’edizione precedente. L’obiettivo dell’amministrazione comunale resta quello di governare i flussi turistici nei periodi di maggiore affluenza, senza limitare il turismo ma distribuendolo in modo più sostenibile nel tempo.
Meno picchi di affluenza nelle giornate più critiche
Oltre al risultato economico, emergono i primi effetti sul comportamento dei visitatori.
Secondo le analisi preliminari del Comune di Venezia, nelle giornate tradizionalmente più congestionate si sarebbero registrati segnali di attenuazione dei picchi di affluenza. Si tratta di dati ancora provvisori, che saranno approfonditi nella relazione conclusiva e confrontati con gli anni precedenti, ma rappresentano un primo indicatore dell’efficacia della misura.
Un modello osservato da molte città europee
Venezia continua a rappresentare un laboratorio internazionale nella gestione del turismo urbano. Il contributo di accesso è uno degli strumenti più osservati da amministrazioni e destinazioni turistiche alle prese con il fenomeno dell’overtourism, ovvero l’eccessiva concentrazione di visitatori che può compromettere la qualità della vita dei residenti e l’esperienza stessa dei turisti.
Il sistema prevede una tariffa ridotta per chi prenota con anticipo e un importo maggiore per le prenotazioni effettuate negli ultimi giorni, incentivando così una migliore programmazione delle visite.
Quali effetti per il mercato degli affitti brevi
Per il comparto dell’ospitalità e degli affitti brevi, il bilancio della sperimentazione offre spunti interessanti.
Il ticket non ha ridotto l’attrattività della città, che continua a registrare una domanda elevata, ma punta a rendere più ordinata la distribuzione dei visitatori durante l’anno. Per i gestori professionali di immobili turistici questo significa operare in un contesto sempre più orientato alla programmazione delle prenotazioni, alla qualità dell’accoglienza e alla gestione sostenibile dei flussi.
Con la pubblicazione dei dati definitivi sarà possibile valutare con maggiore precisione l’impatto del contributo sia sul numero complessivo di visitatori sia sull’economia turistica della città. Se i risultati preliminari saranno confermati, il modello veneziano potrebbe rafforzare il proprio ruolo come riferimento internazionale per la gestione delle grandi destinazioni turistiche.


