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Mercato immobiliare rallenta: -12% nelle compravendite della casa

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Nomisma ha utilizzato il termine “appannamento” per descrivere la situazione attuale del mercato residenziale nelle 13 principali città italiane. Dopo l’euforia post-pandemica, durante la quale molte persone hanno cercato case più adatte alle esigenze emerse durante i lockdown, siamo ora entrati in una fase riflessiva caratterizzata da diverse problematiche che ostacolano l’accesso all’acquisto di una casa.

Secondo l‘Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2023 di Nomisma, la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie e l’aumento dei tassi di interesse hanno effettivamente ridotto in modo significativo la domanda potenziale, con conseguenti ripercussioni sui mutui concessi e sul numero di compravendite residenziali. L’analisi delle performance immobiliari condotta da Nomisma ha coinvolto città come Milano, Roma, Genova, Firenze, Bologna, Bari, Cagliari, Catania, Napoli, Padova, Palermo, Torino e Venezia.

Il calo delle compravendite e dei mutui

Dopo un 2022 che ha visto un numero di transazioni immobiliari di quasi 800.000, nel corso del 2023 si prevede una riduzione a circa 687.000 (-12,4% rispetto all’anno precedente). Tale tendenza al ribasso proseguirà nel 2024 con una stima di 633.000 transazioni e si attenuerà ulteriormente nel 2025, raggiungendo quota 624.000.

La decisione della Banca Centrale Europea (BCE) di adottare una politica monetaria restrittiva al fine di contenere l’inflazione sta influenzando negativamente il settore dei mutui. Le nuove erogazioni di mutui hanno registrato una diminuzione dell’1,5% nel terzo trimestre del 2022, per poi intensificarsi con una contrazione del 12,8% nel quarto trimestre dello stesso anno. Nel complesso, si prevede che il 2023 si concluderà con una diminuzione del 24,6% delle erogazioni di mutui.

Il mercato delle locazioni

Secondo Nomisma, la situazione per il settore degli affitti è diversa. Nel complesso, le abitazioni affittate nel 2022 rappresentano meno del 6% delle disponibilità totali sul mercato. Nello specifico, le locazioni a medio-lungo termine hanno registrato una flessione, con una diminuzione superiore al 4% per i contratti ordinari e un calo dell’1,5% per quelli agevolati. Al contrario, le locazioni a breve termine hanno visto un aumento dello 0,6% degli immobili affittati a canone libero.

Considerando i valori delle locazioni, la maggiore pressione della domanda ha determinato una crescita del +1,7% nel primo semestre dell’anno. Nomisma evidenzia anche come i tempi medi per trovare un’abitazione in affitto si siano dimezzati negli ultimi dieci anni, passando da 4 a 2 mesi.

Secondo Nomisma, infine, con l’aggiunta della componente degli aspiranti proprietari temporaneamente esclusi dall’acquisto di una casa, il settore degli affitti mostrerà la sua insufficienza in futuro. La domanda da parte di famiglie, lavoratori, studenti e turisti compete per un’offerta privata troppo limitata, che tende sempre più a privilegiare soluzioni più redditizie come gli affitti brevi. L’Osservatorio indica che gli investitori istituzionali potrebbero contribuire in parte a soddisfare la domanda di case in affitto.

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