Dopo un periodo incerto dovuto alla pandemia, gli affitti brevi hanno ripreso slancio. Già la scorsa settimana i dati incoraggianti degli operatori italiani, avevano indicato quale potrebbe essere (usiamo ancora il condizionale) l’andamento del settore viaggi per la prossima estate 2022: la voglia di viaggiare, frustrata dagli anni della pandemia, non si è assopita.
I conti record di Expedia e Airbnb
A suonare la carica sono stati due campioni del modo di viaggiare nell’era di Internet e dell’economia digitale. Expedia, la piattaforma che gestisce le prenotazioni viaggi, ha chiuso l’ultimo trimestre 2021 con un giro d’affari di 18,7 miliardi di dollari, più che doppio di un anno fa (8,6 miliardi). Ancor più significativo, il giro d’affari ha superato i livelli pre-Covid, anche grazie al boom delle prenotazioni per le case vacanze gestite dalla controllata Vrbo (+97%).
Anche i numeri di Airbnb sono schizzati: i ricavi sono saliti del 78% a 1,53 miliardi di dollari, meglio delle previsioni. L’offerta di affitti temporanei è tornata a salire oltre i livelli del 2019, il ceo Brian Chesky, che ha avuto il coraggio di lanciare l’Ipo nel momento più drammatico del lockdown, prevede che le prenotazioni per la prossima estate siano destinate a battere (+25%) i record passati.
Proprio a metà gennaio Airbnb aveva rilasciato nuovi dati circa le nuove funzioni del portale, con un quinto degli utenti della piattaforma che affitta per almeno un mese e privilegia le residenze più confortevoli anche se fuori mano.
American Express conferma l’aumento delle spese legate ai viaggi
Se ciò non bastasse, anche i conti di American Express evidenziano come a gennaio le spese legate ai viaggi sono cresciute del 44%. Ma anche nelle prenotazioni per l’estate delle compagnie aeree. Intanto riapre i battenti il secondo terminal di Heathrow chiuso due anni fa. E nel giro di pochi giorni le richieste delle compagnie hanno superato l’offerta di spazi. Anche l’Italia partecipa alla tendenza: l’80% degli Italiani ha ripreso a viaggiare.
Secondo una ricerca di EY Future Travel Behaviours, il 60% degli intervistati nel 2022 adotterà le stesse abitudini di viaggio pre-pandemia; 1 su 4 ha intenzione di aumentare il numero di viaggi.


