L’estate italiana non finisce più con Ferragosto. Sempre più viaggiatori scelgono di programmare le proprie ferie tra settembre e ottobre, contribuendo a una crescita delle prenotazioni sulle principali piattaforme di ospitalità come Airbnb e Booking.com. Una tendenza che conferma il progressivo superamento della tradizionale concentrazione delle vacanze nel solo mese di agosto e che apre nuove opportunità per il comparto degli affitti brevi.
Cambiano le abitudini dei viaggiatori
Secondo le analisi più recenti, gli italiani stanno distribuendo le ferie su un periodo sempre più ampio. Il desiderio di evitare il caldo intenso, i prezzi elevati e l’affollamento delle località turistiche sta spingendo molte persone a preferire la cosiddetta bassa stagione, che oggi rappresenta sempre meno un periodo di minore domanda.
Anche i turisti stranieri continuano a scegliere l’Italia nei mesi successivi all’alta stagione, favorendo un allungamento del calendario turistico e una maggiore continuità delle prenotazioni.
Settembre diventa un mese strategico
I dati di mercato mostrano che settembre sta assumendo un ruolo sempre più centrale. Le prenotazioni previste per il mese registrano una crescita significativa rispetto al 2025, accompagnata anche da un aumento della tariffa media giornaliera (ADR). Per molte strutture ricettive, settembre potrebbe rivelarsi addirittura più redditizio di agosto grazie a una domanda elevata e a un’offerta meno congestionata.
Questa evoluzione è favorita anche da una maggiore flessibilità lavorativa, dalla diffusione dello smart working e dalla possibilità, per molte famiglie e professionisti, di organizzare soggiorni fuori dai periodi tradizionali.
Un’opportunità per gli affitti brevi
Per i proprietari di immobili destinati alla ricettività turistica, il fenomeno rappresenta un’importante occasione di crescita.
Una stagione più lunga significa infatti:
- maggiore occupazione degli immobili;
- migliore distribuzione dei ricavi durante l’anno;
- riduzione della dipendenza dal solo mese di agosto;
- possibilità di intercettare nuovi segmenti di clientela, come coppie, professionisti in smart working e viaggiatori internazionali.
La crescente domanda nei mesi di settembre e ottobre consente inoltre una gestione più efficiente delle strutture, evitando i picchi estremi dell’alta stagione e migliorando l’esperienza degli ospiti.
La destagionalizzazione cambia il mercato immobiliare turistico
Il fenomeno della destagionalizzazione è ormai uno dei principali cambiamenti del turismo italiano. Secondo i dati Istat, continua a crescere il peso delle strutture extra-alberghiere e delle prenotazioni effettuate attraverso le piattaforme digitali, che negli ultimi anni hanno ampliato in modo significativo l’offerta ricettiva nazionale.
Per gli operatori professionali dell’ospitalità non sarà quindi sufficiente concentrarsi sui mesi estivi tradizionali. La competitività passerà sempre più dalla capacità di mantenere gli immobili attrattivi per un periodo più lungo, offrendo servizi di qualità, prezzi dinamici e un’esperienza di soggiorno in linea con le nuove esigenze dei viaggiatori.
Per chi investe nel settore degli affitti brevi, la vera opportunità non è soltanto aumentare il numero delle prenotazioni, ma trasformare la stagione turistica in un’attività capace di generare valore lungo gran parte dell’anno.


