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Turismo in Veneto, oltre 29 milioni di presenze nel primo semestre 2026: crescono stranieri, lago e montagna

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Il turismo in Veneto continua a crescere e consolida il ruolo della regione tra le principali destinazioni italiane. Nei primi sei mesi del 2026 sono state registrate 29.086.470 presenze, in aumento dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre gli arrivi hanno raggiunto quota 9.852.788, con una crescita dello 0,6%.

Aumenta anche la permanenza media, salita a 2,95 giorni. Numeri che fotografano un mercato turistico complessivamente solido, ma soprattutto sempre più sostenuto dalla domanda internazionale.

Gli stranieri trainano il turismo veneto

È proprio la componente internazionale uno degli elementi più significativi del primo semestre. Le presenze straniere aumentano del 3,1% e rappresentano ormai quasi il 70% dei flussi turistici regionali.

Tra i principali mercati internazionali, la Germania mantiene il primo posto, seguita da Austria e Stati Uniti. I dati della Regione evidenziano inoltre crescite particolarmente sostenute per alcuni mercati: tedeschi +4,8%, statunitensi +6,4%, britannici +8% e olandesi +10,3%.

La situazione è differente sul mercato domestico. Le presenze degli italiani diminuiscono dell’1,5%, in un contesto nel quale la capacità di spesa delle famiglie continua a incidere sulle scelte di viaggio.

Lago protagonista: presenze in crescita del 7,3%

L’andamento cambia sensibilmente osservando le diverse destinazioni turistiche del Veneto.

Il risultato migliore arriva dal comparto del lago, dove le presenze crescono del 7,3% rispetto al primo semestre dello scorso anno. Una performance che conferma la forte capacità attrattiva del sistema turistico del Lago di Garda.

Positivo anche l’andamento della montagna, che registra un incremento dell’1,6%, mentre le città d’arte crescono dell’1%.

Sostanzialmente stabile il comparto balneare, con una variazione del -0,3%, mentre il settore termale registra la flessione più evidente, pari al 3,5%.

Crescono anche le strutture extralberghiere

Un altro dato particolarmente interessante riguarda la tipologia delle strutture ricettive scelte dai viaggiatori.

Nel primo semestre le presenze nel comparto alberghiero aumentano dello 0,6%, mentre quelle nelle strutture extralberghiere crescono del 2,5%.

Un differenziale significativo per il mercato dell’ospitalità veneta, perché comprende un’offerta sempre più articolata nella quale trovano spazio anche appartamenti, case vacanza e altre formule alternative all’hotel tradizionale.

La crescita dell’extralberghiero conferma quindi l’evoluzione delle modalità di soggiorno e rappresenta un elemento da monitorare con particolare attenzione per proprietari e operatori attivi nel mercato delle locazioni turistiche.

Dal numero di turisti alla qualità dell’offerta

Il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon, sottolinea come il turismo rappresenti ormai una delle grandi industrie regionali e chiede politiche di sviluppo coerenti con la posizione raggiunta dal Veneto.

Tra le priorità indicate figurano infrastrutture materiali e digitali, mobilità, promozione internazionale, formazione e capacità di attrarre capitale umano qualificato.

La sfida, infatti, non riguarda più soltanto l’aumento degli arrivi. Con oltre 29 milioni di presenze già nei primi sei mesi dell’anno e una clientela internazionale sempre più rilevante, diventa strategico aumentare anche la qualità dell’offerta turistica e il valore economico prodotto da ogni soggiorno.

Cosa significa per il mercato degli affitti brevi

Per proprietari e operatori del settore, i numeri del primo semestre confermano un mercato dalle potenzialità importanti, ma sempre più competitivo.

La crescita del comparto extralberghiero e della clientela internazionale rende centrali aspetti come la gestione professionale dell’immobile, il posizionamento tariffario, la qualità dell’accoglienza, la reputazione online e la capacità di distribuire le prenotazioni durante tutto l’anno.

In particolare, la crescita di destinazioni come lago e montagna mostra come il mercato turistico veneto stia diventando sempre più diversificato. Non esiste più soltanto il binomio Venezia-mare: territori e destinazioni differenti possono intercettare segmenti specifici di domanda e sviluppare stagioni turistiche più lunghe.

Per il mercato degli affitti brevi in Veneto, il dato forse più significativo è proprio questo: la crescita continua, ma per trasformarla in maggiore redditività degli immobili serviranno sempre più competenze, analisi dei dati e una gestione capace di adattarsi rapidamente all’evoluzione della domanda.

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