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Trend positivo: incremento dei prezzi delle case in Europa

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Nel corso del 2023, i prezzi delle case in Europa hanno dimostrato una resistenza superiore alle previsioni, con particolare evidenza nel Regno Unito, in Irlanda, e nei Paesi dell’Europa sudoccidentale come Spagna e Portogallo. Secondo il report di S&P Global, il mercato immobiliare europeo ha superato le aspettative negative nel secondo e terzo trimestre del 2023, con solo Germania e Svezia in controtendenza rispetto al trend positivo.

La robustezza dei prezzi è attribuita principalmente alla minore debolezza della nuova domanda, sostenuta da un mercato del lavoro europeo più resiliente del previsto. Nel secondo e terzo trimestre del 2023, l’economia europea ha creato 600.000 posti di lavoro netti, e la crescita dei salari ha continuato a accelerare. I governi europei hanno intensificato il loro sostegno finanziario alle famiglie, contribuendo così all’incremento annuo del reddito lordo disponibile delle famiglie. Inoltre, gli istituti di credito hanno adottato misure di forbearance per mitigare gli impatti degli shock dei tassi di interesse sulle famiglie, evitando così una brusca caduta della domanda.

Sebbene la domanda di nuove abitazioni sia stata frenata dalle condizioni finanziarie più rigide, i nuovi prestiti per l’acquisto di case si sono quasi esauriti dopo l’aumento dei tassi da parte della Banca Centrale Europea a metà del 2022, scendendo a 16 miliardi di euro negli ultimi 12 mesi. Nonostante ciò, le aziende europee stimano di avere ancora nove mesi di attività garantiti dagli attuali arretrati, con notevoli differenze tra i Paesi, come evidenziato dal record di 16 mesi di ordini arretrati registrato dalle aziende italiane.

La carenza di offerta è emersa come il principale fattore che ha contribuito a mantenere stabili i prezzi delle abitazioni europee negli ultimi due trimestri. L’indagine della Commissione europea sottolinea che i vincoli di offerta rimangono il principale ostacolo all’attività edilizia in tutta l’Unione europea. Sebbene la carenza di materiali e attrezzature si sia attenuata, la mancanza di manodopera persiste, contribuendo all’aumento dei costi di costruzione. Inoltre, il prezzo delle materie prime utilizzate nell’edilizia non è sceso dal picco massimo, portando a un aumento dei costi di produzione dell’edilizia residenziale fino al secondo trimestre del 2023.

Gli analisti sottolineano che i fattori legati all’approvvigionamento, in particolare i costi elevati dei materiali da costruzione, insieme alla solidità del mercato del lavoro, al backlog delle costruzioni e al sostegno pubblico, sono determinanti per la tenuta dei prezzi delle abitazioni. Tale importanza relativa si traduce in un notevole disaccoppiamento tra i prezzi delle abitazioni nuove ed esistenti.

Nonostante la resilienza attuale, si prevede che la correzione dei prezzi non sia ancora conclusa. La domanda dovrebbe adattarsi all’aumento dei tassi di interesse, mentre i vincoli legati all’approvvigionamento probabilmente si attenueranno, a meno di nuovi shock sulle materie prime.

Nonostante il riflesso dei tassi ipotecari nel calo dei rendimenti obbligazionari decennali all’inizio del 2024, si prevede che una tendenza al ribasso sostenuta non si manifesti prima della metà dell’anno, poiché le banche centrali dovrebbero tagliare i tassi più tardi di quanto attualmente ipotizzato dai mercati.

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