Gli affitti brevi hanno subito un forte arresto in particolare da marzo 2020, periodo in cui sono rimaste bloccate le richieste di affitto, breve ma anche lungo, per via del lockdown che ha comportato l’introduzione nella quotidianità della didattica a distanza e causato lo stop ai viaggi di lavoro e di piacere.
La domanda per investimento si è praticamente assottigliata negli ultimi mesi, quando, al contrario, a fine 2019 copriva il 15% delle richieste. I cartelli “vendesi” hanno così trovato via via sempre più spazio sui cancelli di monolocali e bilocali, e non solo nelle mete turistiche e città d’arte, ma anche nei grandi centri.
Secondo gli esperti, una possibile ripresa delle locazioni potrebbe verificarsi già nel corso del di quest’anno, grazie alla messa a disposizione di incentivi. Gli investimenti in seconde case ubicate nei centri urbani torneranno a crescere, in particolare nel segmento di mercato legato alla domanda di turisti, lavoratori e studenti fuori sede.
Ad oggi sul mercato si trovano per lo più appartamenti “chiusi” acquistati con un mutuo da coloro che hanno investito nel periodo pre Covid, certi di assicurarsi un’entrata mensile. Pertanto, nell’attesa che la situazione torni ad una minima normalità, potrebbe essere facile trovare occasioni di acquisto, anche se tra gli esperti la visione non è univoca. Da una parte c’è chi ipotizza una discesa delle quotazioni per le piccole abitazioni destinate agli affitti brevi e dall’altra chi non contempla una diminuzione dei prezzi, almeno nelle grandi città.


