Dopo aver individuato la casa o l’appartamento più adatti alle proprie necessità, vuoi per lavoro, per studio, per assistere un malato, o anche solo per vacanze, per affittare casa tra 1 e 3 mesi la prima cosa da fare è scegliere il tipo di contratto da stipulare, in questo caso bisognerebbe optare per il contratto transitorio, e quindi registrare il contratto presso l’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla stipula, fornendo apposita documentazione sia da parte del proprietario di casa che dell’inquilino.
Il contratto di affitto transitorio è una tipo di contratto per la locazione di immobili ad uso abitativo per esigenze temporanee e non turistiche, che prevede che il proprietario di casa conceda per un periodo di tempo limitato ad un inquilino che è tenuto al pagamento di un canone di locazione (che può essere deciso anche da proprietario e inquilino direttamente) e delle spese condominiali.
Il contratto transitorio può avere una durata massima fino a 18 mesi e deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate dato che, per essere considerato regolare deve essere redatto in forma scritta, riportando tutti i dati di proprietario di casa, inquilino e relativi all’immobile, e sottoscritto da entrambe le parti. In particolare i dati necessari per la stipula del contratto transitorio sono:
- dati delle due parti, proprietario di casa e inquilino;
- caratteristiche dell’immobile;
- importo del canone di locazione;
- modalità di versamento del canone di locazione;
- riferimento specifico all’esigenza transitoria, con relativa documentazione;
- clausola con cui l’inquilino dichiara di aver ricevuto tutte le informazioni e la documentazione.
Infine, per stipulare e registrare un contratto transitorio per l’affitto di una casa tra 1 e 3 mesi bisogna presentare apposita documentazione che comprende:
- documento di identità in corso di validità del locatore;
- codice fiscale del locatore;
- piantina dell’immobile;
- copia dell’atto di acquisto o visura catastale e attestato ACE (prestazione energetica);
- documento di identità in corso di validità dell’inquilino;
- codice fiscale dell’inquilino ed eventuali conviventi;
- ultime due buste paga o ultimo CUD (se dipendente), o ultimo modello Unico e visura camerale (se lavoratore autonomo).
Ecco perché, specie per quei proprietari di più immobili, per una corretta gestione immobiliare è fondamentale affidarsi a società di property management specializzate, in quanto sono in grado di controllare tutto il flusso di lavoro di documenti e controlli che sono necessari per questa tipologia di affitti. Il fai-da-te, per risparmiare, in questi casi, non è mai consigliato.


