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Chi pagherà più tasse con la riforma del catasto?

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Chi pagherà più tasse con la riforma del catasto?

L’ultima riforma del catasto è datata 1990, tra il 1996 e il 1997 le rendite catastali sono state alzate del 5%. A partire dal 2005, i Comuni possono chiedere all’Agenzia delle Entrate il “riclassamento” di singoli immobili o di intere aree. Poi nel 2012 arrivò la mazzata dell’Imu con il governo Monti che costa oltre 22 miliardi.

L’obiettivo dichiarato dal governo Draghi è di “modernizzare gli strumenti di individuazione e controllo delle consistenze dei terreni e dei fabbricati, e un’integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati in tutto il territorio nazionale, da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026”.

Cosa cambia con la riforma del catasto

La riforma del Catasto prevede dal 2026 la modifica del sistema di rilevazione catastale, con l’obiettivo di modernizzare gli strumenti di individuazione e di controllo delle consistenze dei terreni e dei fabbricati, ma il timore dei contribuenti è che si tratti di una patrimoniale nascosta:

  • per appartamenti e uffici l’unità di misura non sarà più il vano catastale, ma il metro quadrato. Partendo da questi dati, il valore al singolo immobile verrà dato sulla base di coefficienti di aumento e diminuzione dipendenti dalle caratteristiche della singola unità. Ad esempio, a parità di stabile e di metratura di due case verosimilmente non si potrà attribuire lo stesso valore a un piano terra e a un ottavo piano;
  • il Governo dovrà  prevedere strumenti da mettere a disposizione dei Comuni e dell’Agenzia delle Entrate per facilitare e accelerare l’individuazione e il classamento di: immobili attualmente non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto; i terreni edificabili accatastati come agricoli; gli immobili abusivi.

Chi pagherà di più con la riforma del catasto?

Un’idea su chi pagherebbe di più la si può avere mettendo a confronto i valori medi che secondo il catasto hanno le case e i valori medi di vendita rilevati dall’Agenzia delle Entrate sulla base delle vendite effettuate.

Un adeguamento dei valori del catasto a quelli di mercato, secondo un’elaborazione effettuata dal Centro Studi della Cisl di qualche mese fa, a Venezia, il rincaro dell’IMU potrebbe essere del 155%, con un aumento di 2.341 euro.

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