Con una riforma del Catasto, gli abitanti di Venezia vedrebbero esplodere la rendita catastale ai fini Imu del 155%, con un aumento di 2.341 euro.
Questo il risultato da una delle tante simulazioni (in questo si tratta di uno studio della Uil-Servizio Lavoro, Coesione e territorio) che cercano di ipotizzare gli effetti della riforma del catasto di cui si discute tra Governo e Parlamento. Dall’elaborazione della Uil emerge che, a livello nazionale, con i valori debitamente aggiornati, le rendite catastali aumenterebbero in media del 128,3%
Una riforma, quella del catasto, attesa da più di 30 anni, dato che l’ultima revisione degli estimi catastali è datata 1989, partendo da una revisione dei valori catastali vecchi, iniqui e che non corrispondono al reale valore degli immobili, eliminando i paradossi attuali per cui case di pregio nei centri storici hanno rendite catastali basse, mentre immobili situati in periferia e costruiti più recentemente hanno rendite catastali alte.
Per dare un’idea del peso del mattone sul complesso delle tasse, una recente elaborazione dello studio legale Elexia ha calcolato che la casa genera per il Fisco circa 40 miliardi di euro l’anno: metà di questa cifra arriva dall’Imu (applicata sulle seconde case e sulle abitazioni di lusso) e il resto da Irpef, cedolare secca sugli affitti e imposte sugli acquisti (registro, ipotecarie e catastali). Quando esisteva, l’Imu sulla prima casa valeva circa 3 miliardi di euro.


