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Mutuo per single: come ottenerlo e quali requisiti valutano le banche

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Comprare casa da soli non è più un’eccezione. Sempre più persone scelgono di acquistare un immobile senza un partner, ma resta diffusa la convinzione che ottenere un mutuo da single sia particolarmente difficile. In realtà, lo stato civile non rappresenta un ostacolo: ciò che conta davvero per le banche è la solidità economica del richiedente.

L’elemento decisivo è la capacità di sostenere nel tempo il rimborso delle rate, dimostrando stabilità lavorativa, reddito adeguato e una corretta gestione delle proprie finanze.

La banca guarda al reddito, non allo stato civile

Quando si presenta una richiesta di mutuo, l’istituto di credito valuta principalmente l’affidabilità economica del richiedente. Un contratto a tempo indeterminato o una partita IVA consolidata da diversi anni rappresentano elementi che favoriscono l’approvazione della pratica, mentre situazioni lavorative più precarie possono richiedere maggiori garanzie.

Determinante è anche il reddito netto mensile, che stabilisce l’importo massimo della rata sostenibile e, di conseguenza, il valore del finanziamento ottenibile. A incidere sulla valutazione sono inoltre eventuali prestiti già in corso, finanziamenti auto o altri mutui, che riducono la capacità di rimborso disponibile.

Non meno importante è lo storico creditizio: attraverso le banche dati come la CRIF, gli istituti verificano la puntualità dei pagamenti effettuati in passato. Ritardi o insolvenze possono compromettere l’esito della richiesta.

La regola del terzo dello stipendio

Uno dei parametri più utilizzati è il rapporto tra rata e reddito. In linea generale, la rata del mutuo non dovrebbe superare un terzo delle entrate nette mensili.

Chi percepisce uno stipendio di 1.500 euro, ad esempio, dovrebbe mantenere una rata intorno ai 500 euro, mentre con un reddito di 1.800 euro la soglia sale a circa 600 euro.

Tuttavia, il calcolo non si basa esclusivamente sullo stipendio mensile. Le banche prendono in considerazione anche tredicesima e quattordicesima, eventuali redditi aggiuntivi derivanti da affitti o attività secondarie e il livello delle spese familiari. In questo senso, i single senza persone a carico possono beneficiare di una situazione finanziaria più favorevole rispetto a nuclei familiari numerosi.

Le spese da affrontare oltre al mutuo

Acquistare casa significa sostenere costi che spesso non vengono coperti dal finanziamento e che devono quindi essere affrontati con risorse proprie.

L’anticipo rappresenta la voce principale: normalmente le banche finanziano fino all’80% del valore dell’immobile, rendendo necessario disporre del restante 20%. Per una casa da 150 mila euro, ad esempio, servono circa 30 mila euro di liquidità iniziale.

A questa cifra si aggiungono le spese di istruttoria, la perizia tecnica, l’imposta sostitutiva, i costi notarili, l’assicurazione obbligatoria contro incendio e scoppio e, nel caso di acquisto tramite intermediari, la commissione dell’agenzia immobiliare.

Complessivamente, tra anticipo e costi accessori, l’esborso iniziale può superare i 35 mila euro per un immobile del valore di 150 mila euro.

Le agevolazioni per chi acquista la prima casa

Chi acquista la prima abitazione può beneficiare di importanti vantaggi fiscali.

Nel caso di acquisto da un privato, l’imposta di registro scende dal 9% al 2%, mentre le imposte ipotecaria e catastale sono fissate a 50 euro ciascuna. Se invece la compravendita avviene con un’impresa soggetta a IVA, l’aliquota si riduce dal 10% al 4%.

Anche sul fronte del mutuo sono previste agevolazioni: l’imposta sostitutiva passa allo 0,25% e gli interessi passivi possono essere detratti fiscalmente al 19%, fino a un massimo di 4 mila euro all’anno, con un risparmio potenziale di 760 euro annui.

Nel primo anno è inoltre possibile portare in detrazione alcune spese accessorie sostenute per ottenere il finanziamento, come i costi di istruttoria e perizia.

Il ruolo del garante per rafforzare la richiesta

In alcuni casi, soprattutto quando il reddito è al limite o la situazione lavorativa non è ancora consolidata, la banca può richiedere la presenza di un garante.

Si tratta generalmente di un familiare che si impegna a intervenire nel pagamento delle rate qualora il mutuatario non fosse più in grado di farlo. Il garante non contribuisce alle rate mensili, ma offre una tutela aggiuntiva all’istituto di credito.

La sua presenza può risultare particolarmente utile per chi ha appena iniziato a lavorare, possiede una partita IVA recente o non ha ancora costruito uno storico creditizio significativo.

Mutuo Consap: la garanzia dello Stato

Per alcune categorie di cittadini esiste anche la possibilità di accedere al Fondo di Garanzia Prima Casa gestito da Consap.

La misura è rivolta, tra gli altri, agli under 36 e ai genitori single con figli minori e consente di ottenere finanziamenti fino al 100% del valore dell’immobile, riducendo la necessità di anticipare liquidità personale.

Per accedere all’agevolazione è necessario acquistare una prima casa, avere un ISEE inferiore a 40 mila euro e richiedere un importo massimo di 250 mila euro. Le domande possono essere presentate fino al 31 dicembre 2027 presso gli istituti di credito aderenti all’iniziativa.

Comprare casa da soli è possibile

Ottenere un mutuo da single non è un traguardo irraggiungibile. La chiave è presentarsi alla banca con una situazione economica equilibrata, un lavoro stabile e una capacità di risparmio adeguata per affrontare le spese iniziali.

Le agevolazioni fiscali, la possibilità di ricorrere a un garante o di usufruire della garanzia statale Consap rappresentano strumenti concreti che possono facilitare l’accesso al credito e trasformare l’acquisto della prima casa in un progetto realizzabile anche senza un cointestatario.

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