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Catasto e prima casa, Bruxelles torna a sollecitare l’Italia: focus su rendite catastali e fiscalità immobiliare

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La Commissione Europea riaccende il dibattito sulla fiscalità immobiliare italiana. Nel documento pubblicato lo scorso 3 giugno 2026 sulle politiche economiche, sociali e di bilancio del Paese, Bruxelles richiama nuovamente due questioni considerate irrisolte: l’aggiornamento dei valori catastali e il regime fiscale agevolato riservato all’abitazione principale.

Non si tratta dell’introduzione di nuove imposte né di un ritorno automatico dell’IMU sulla prima casa. Tuttavia, l’Unione Europea invita ancora una volta l’Italia a rivedere il rapporto tra tassazione immobiliare, rendite catastali e politiche abitative, un tema che da anni compare nelle raccomandazioni rivolte al nostro Paese.

Rendite catastali lontane dai valori di mercato

Secondo la Commissione, il sistema catastale italiano continua a basarsi su valori che, in molti casi, non riflettono l’effettivo prezzo di mercato degli immobili. Una situazione che genera disparità tra abitazioni simili e che risulta particolarmente evidente nei centri storici e nelle aree urbane dove i prezzi sono cresciuti significativamente negli ultimi decenni.

Bruxelles richiama inoltre l’impegno assunto dall’Italia nel Piano strutturale di bilancio, che prevede l’aggiornamento delle informazioni catastali relative agli immobili non correttamente censiti e a quelli che hanno beneficiato di contributi pubblici per interventi di efficientamento energetico o miglioramento strutturale.

Prima casa sotto osservazione

Un altro tema evidenziato dalla Commissione riguarda il trattamento fiscale dell’abitazione principale. Attualmente, la quasi totalità delle prime case è esente dall’IMU, ad eccezione degli immobili di lusso.

Per l’Europa, la questione non riguarda tanto il principio della tutela dell’abitazione principale, storicamente radicato nel sistema italiano, quanto l’equilibrio complessivo del sistema fiscale. Secondo Bruxelles, una maggiore valorizzazione della fiscalità immobiliare potrebbe contribuire a ridurre la pressione fiscale sul lavoro e rafforzare le entrate degli enti locali.

Un tema ricorrente nelle raccomandazioni europee

La posizione della Commissione non rappresenta una novità. Negli ultimi anni Bruxelles è intervenuta più volte sul tema:

  • nel 2019 segnalava l’abolizione dell’imposta sulla prima casa anche per i contribuenti più abbienti e l’obsolescenza delle rendite catastali;
  • nel 2022 evidenziava il disallineamento tra valori catastali e mercato immobiliare;
  • nel 2024 criticava l’assenza di una revisione catastale nella riforma fiscale;
  • nel 2025 ribadiva la necessità di aggiornare il sistema nell’ambito di una più ampia strategia abitativa.

Il documento del 2026 conferma quindi una linea ormai consolidata da parte delle istituzioni europee.

Il collegamento con emergenza abitativa e case vuote

Le osservazioni della Commissione si inseriscono in un contesto più ampio che riguarda l’accessibilità alla casa. Bruxelles sottolinea infatti come, in molte città italiane, le entrate locali derivanti dagli immobili restino contenute nonostante le crescenti difficoltà di accesso agli alloggi.

Nel mirino finiscono anche alcuni elementi strutturali del mercato abitativo italiano: la limitata disponibilità di edilizia sociale, le lunghe liste d’attesa per le case pubbliche, l’elevato numero di abitazioni non occupate e la crescente diffusione degli affitti brevi.

Quali conseguenze per il mercato immobiliare?

Al momento non sono previste modifiche immediate per proprietari, acquirenti o locatori. Tuttavia, il ripetersi delle raccomandazioni europee indica che il tema della revisione catastale e della fiscalità immobiliare continuerà a occupare un ruolo centrale nel dibattito politico e fiscale dei prossimi anni.

Per il mercato immobiliare italiano, e anche per quello veneto, la sfida sarà trovare un equilibrio tra equità fiscale, valorizzazione del patrimonio esistente e necessità di favorire l’accesso alla casa, evitando interventi che possano penalizzare famiglie e investitori.

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