Secondo S&P le attuali condizioni potrebbero deprimere i volumi di vendita relativi alle nuove costruzioni. Il mercato infatti dipende fortemente dai mutui ipotecari che vengono influenzati dai tassi di interesse e dalle condizioni bancarie.
Ed è soprattutto questa fase di incertezza che può portare le famiglie a differire l’acquisto di nuove case, dal momento poi che l’aumento dei prezzi delle case legati all’inflazione non seguono di pari passo l’aumento dei salari. Inoltre, il conflitto Russia-Ucraina e i problemi della catena di approvvigionamento mondiale stanno aumentando i costi e le carenze di materiali dei costruttori di case, il che probabilmente ritarderà i progetti.
Nel lungo rapporto stilato dalla società statunitense emergono chiari alcuni trend:
- È probabile che l’aumento dei tassi d’interesse e l’indebolimento del potere d’acquisto frenino la domanda di immobili di nuova costruzione in Europa – un mercato basato fortemente sui prestiti ipotecari – anche se gli incentivi governativi potrebbero agire da stimolo.
- Inoltre, l’aumento dei costi di costruzione, dell’energia (che rappresenta il 5-10 per cento dei rincari) la carenza di manodopera, la scarsità di terreni e le criticità sulla catena di approvvigionamento continuano a ostacolare la consegna delle unità abitative.
- I crescenti requisiti ambientali e di sicurezza alimentano la domanda di nuove costruzioni, ma rappresentano anche costi e sfide tecniche aggiuntive per i costruttori.
- È quindi probabile che i costruttori e gli sviluppatori immobiliari europei vedano una pressione crescente su ricavi e margini, poiché potrebbero faticare a trasferire l’aumento dei costi ai clienti. La maggior parte dell’impatto si farà però sentire solo nel 2023.
- La maggior parte degli sviluppatori immobiliari europei valutati da S&P dovrebbe però resistere ai venti contrari e mantenere parametri di credito in linea con i rating annuali, grazie a bilanci solidi e a buoni livelli di liquidità.


