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Come aprire una struttura ricettiva extra alberghiera

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Come aprire una struttura ricettiva extra alberghiera

Come aprire una struttura ricettiva extra-alberghiera può rappresentare per molti un mezzo per arrotondare il proprio guadagno, un’opportunità alternativa di lavoro oppure, semplicemente, può rispondere alla domanda di come fare soldi. Attenzione però: non è un’attività che si improvvisa.

Per prima cosa bisogna definire che cos’è una struttura ricettiva extra-alberghiera. Le strutture ricettive sono attività che producono servizi per l’ospitalità con relativo pernottamento. Le classificazioni delle strutture ricettive sono stabilite secondo le leggi regionali. Questo vuol dire che per ogni regione si ha una diversa classificazione di strutture ricettive extra-alberghiere.

Le strutture ricettive extra-alberghiere comunemente intese:

  • Case per ferie
  • Ostelli per la gioventù
  • Rifugi alpini e/o escursionistici
  • Affittacamere
  • Case vacanze
  • Appartamenti ammobiliati per uso turistico
  • Bed and Breakfast / B&B
  • Residenze d’epoca
  • Case religiose d’ospitalità
  • Country house
  • Agriturismi
  • Lodge e Chalet

Quindi a seconda della tipologia di struttura che si va ad aprire, dai servizi collaterali e dal territorio di riferimento, per aprire una strutture ricettiva extralberghiera in Italia bisogna dar conto alle leggi di riferimento, a partire dalle leggi regionali sul turismo per concludere con le normative comunali.

Bisogna aprire la Partita IVA?

Alcune strutture ricettive richiedono obbligatoriamente l’apertura della partita IVA, altre, invece, possono essere avviate anche senza la partita IVA mediante la gestione non imprenditoriale. Tale variante dipende dalla legge regionale specifica sulle strutture ricettive.

La discriminante che fa richiedere l’apertura o meno della partita IVA è la qualifica o meno dell’attività come commerciale. Nel caso in cui la struttura ricettiva preveda una vera e propria attività commerciale è richiesta l’apertura della partita IVA, in caso contrario non c’è bisogno di possedere la partita IVA. Di solito le strutture che vengono qualificate come attività commerciali sono quelle che prevedono servizi aggiuntivi come il cambio biancheria e le pulizie. Ma a fare o meno di una struttura ricettiva un’attività commerciale interviene anche un altro fattore l’occasionalità. Nel caso in cui una struttura ricettiva è attiva tutto l’anno e non stagionalmente non può fare a meno dell’apertura della partita IVA.

Destinazione dell’immobile

Le strutture ricettive extra-alberghiere quali Affittacamere, Bed & Breakfast, Case Vacane e appartamenti in locazione turistica, richiedono sempre la destinazione dell’immobile quale Abitativo-Residenziale. Le uniche eccezioni si registrano nella regione del Veneto dove per quanto riguarda gli affittacamere e le case vacanza bisogna destinare l’immobile come turistico-ricettivo. Per quanto riguarda gli agriturismi la destinazione dell’immobile deve essere quello rurale.

SUAP

La prima cosa da fare per aprire una struttura ricettiva extra alberghiera è quella di rivolgersi al SUAP del comune di pertinenza, lo sportello unico delle attività produttive. Molti comuni prevedono l’accesso online. Presso l’ufficio comunale adibito al SUAP bisogna richiedere le informazioni e la modulistica per fare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, ovvero la vecchia DIA (Denuncia di Inizio Attività).

SCIA

La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) è la comunicazione che il proprietario di un immobile deve fare quando deve effettuare o eseguire dei lavori di ristrutturazione edilizia o aprire un’attività commerciale. La presentazione della domanda va effettuata prima dell’inizio dei lavori e comunque prima dell’avvio dell’attività. Una volta presentata la segnalazione è possibile da subito eseguire i lavori o aprire l’attività. Il comune ha di tempo 60 giorni per fermare i lavori in caso sussistano delle motivazioni valide.

È necessario presentare la SCIA in tutti i casi tranne quando si tratta di locazioni turistiche. Insieme alla SCIA, bisogna consegnare i documenti necessari per la definizione della pratica.

Assicurazione

È fortemente consigliabile la sottoscrizione di un’assicurazione di responsabilità civile a tutela dei danni che possono subire gli ospiti e le loro cose. Il proprietario, secondo gli articoli 1571 e seguenti del codice civile, grava di responsabilità in merito al mantenimento del pacifico godimento della locazione nei confronti degli alloggiati.

Classificazione

Le strutture ricettive extra alberghiere di solito non hanno bisogno di classificazioni mediante stelle. In alcune regioni però, come il Veneto, viene richiesta una classificazione. Ad esempio i Bed & breakfast, gli alloggi turistici e altri tipi di struttura a Venezia sono classificate con i Leoni che in pratica vanno a sostituire le stelle.

Fornitura biancheria e pulizia locali

Le strutture ricettive extra-alberghiere per poter effettuare il cambio bianchieria e la pulizia dei locali, come abbiamo visto, necessitano di partita IVA. Anche in questo caso a normare i servizi ci pensano le normative regionali. In linea generale il cambio biancheria e la pulizia dei locali è richiesto agli Affittacamere o Guest Hous, ai Bed & Breakfast e agli Agriturismi almeno due volte a settimana, mentre per le case vacanza ad ogni cambio ospite. Gli Appartamenti in locazione turistica, invece, non possono fornire questo servizio.

Somministrazione di bevande e alimenti

In alcune strutture ricettive extra-alberghiere è possibile fornire anche servizi accessori che prevedano la somministrazione di bevande e alimenti. Per poter fornire tali servizi legati agli alimenti e alle bevande è necessario ottenere il certificato HACCPLe Case Vacanza e gli Appartamenti a locazione turistica non possono richiedere tale certificato perché non è contemplata la possibilità di somministrare cibi e bevande.

Registrazione ospiti

In Italia tutti le strutture ricettive, che siano alberghiere o extra-alberghiere, hanno l’obbligo di inviare alla prefettura le schedine alloggiati. Il servizio di invio telematico delle schedine alloggiati va effettuato mediante portale web.

Tassa di soggiorno

La tassa di soggiorno, è un’imposta applicata su chi soggiorna in strutture ricettive alberghiere o extra-alberghiere di determinate città italiane o straniere. I costi della tassa di soggiorno variano da città a città a seconda dei regolamenti comunali. Non tutti i comuni, infatti, possono applicare la tassa di soggiorno, ma solo alcuni.

Per sapere se il comune dove si vuol aprire la struttura ricettiva adotta o meno l’imposta di soggiorno, basta semplicemente ricercare su google o sul sito del comune le informative inerenti alla tassa di soggiorno. Dopo questo primo passaggio preliminare è consigliabile sempre rivolgersi al comune di riferimento per sapere se si adotta la tassa di soggiorno e quindi informarsi sui costi, le modalità di pagamento e le modalità di comunicazione.

Conclusioni

Aprire una struttura extra alberghiera in Italia è una operazione, per certi aspetti, piuttosto semplice e che non richiede troppa burocrazia. Ti basterà infatti preparare la struttura e compilare un paio di carte per la SUAP e la SCIA, in modo da rendere la struttura legale per lo stato Italiano.

I veri problemi, tuttavia, inizieranno poi nella fase di promozione e gestione della propria attività, che va gestita non come hobby ma come una vera e propria attività imprenditoriale.

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