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Superbonus: come cambierà nel 2024?

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Gli incentivi fiscali per condomini e villette stanno giungendo alla loro fase finale. Alcuni dei bonus, insieme al Superbonus, saranno ancora disponibili per sei mesi nel 2023, dato che, a partire dal 1° gennaio 2024, il superbonus subirà un’ulteriore riduzione, scendendo al 70%. Inoltre, un’altra scadenza importante è prevista per il 30 settembre, quando il 110% sugli interventi per le villette e le unità unifamiliari terminerà.

Complessivamente, nel 2024 rimarranno in vigore nove incentivi fiscali per il settore edilizio, ma il superbonus sarà limitato solo ai condomini. Un riepilogo del calendario è utile per comprendere meglio la situazione.

  • Villette e case unifamiliari: al 110% hanno ancora diritto solo gli immobili per cui alla data del 30 settembre 2022 risultava effettuato almeno il 30% dei lavori. Le opere vanno però ultimate entro il 30 settembre prossimo.
  • Villette e case unifamiliari che al 30 settembre 2022 non avevano ancora effettuato il 30% dei lavori: hanno diritto al superbonus solo gli immobili posseduti da contribuenti con un reddito calcolato con il quoziente familiare inferiore a 15mila euro e solo nella misura del 90% fino al prossimo 31 dicembre.
  • Condomini: hanno diritto al Superbonus al 110% se hanno inviato la Cilas entro il 31 dicembre 2022 e la delibera assembleare è anteriore al 25 novembre 2022. Il 110% scade il 31 dicembre, nel 2024 si passa al 70% e nel 2025 al 65%. I condomini che hanno inviato la Cilas a partire dal 1° gennaio 2023 hanno diritto solo al 90% e se la Cilas non è stata inviata entro il 16 febbraio scorso non hanno diritto alla cessione del credito (per loro di fatto il Superbonus è stato abrogato).
  • Case plurifamiliari fino a 4 unità residenziali con proprietà unitaria: seguono le regole dei condomini con l’unica eccezione che la Cilas deve essere antecedente il 25 novembre 2022.
  • Edifici demoliti e ricostruiti: anche in questo caso valgono le regole dei condomini, ma è necessario che la richiesta di autorizzazione edilizia sia stata presentata entro il 31 dicembre scorso.
  • Edifici Iacp e assimilati: 110% fino alla fine di quest’anno purché al 30 giugno scorso risultassero effettuati il 60% dei lavori.
  • Edifici in zone colpite da sisma e alluvioni: nelle aree colpite da terremoti a partire dal 2009 il superbonus è del 110% per tutti gli edifici residenziali fino al 31 dicembre 2025; per le aree colpite da alluvioni la scadenza è il 31 dicembre prossimo.

Tra le diverse scadenze da tenere a mente, c’è anche quella del 30 novembre 2023: è il termine entro cui coloro che hanno effettuato lavori nel 2022 e non sono riusciti a cedere il credito, possono farlo attraverso la cosiddetta “remissione in bonis“. Tuttavia, per usufruire di questa opzione, è richiesto il pagamento di 250 euro.

In alternativa, tali contribuenti, a condizione che non abbiano già richiesto le detrazioni con la dichiarazione dei redditi relativa al 2022, possono optare per la detrazione decennale, iniziando dalla dichiarazione dei redditi da presentare l’anno successivo.

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