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Mercato immobiliare: prezzi alle stelle, ma domanda resiste

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Nel cuore di Padova e Verona, appartamenti di 40 metri quadri possono avvicinarsi anche ai 350.000 euro. Questo singolare esempio riflette la realtà di un mercato immobiliare ancora con quotazioni vertiginose, un fenomeno che, sebbene non rappresenti il barometro esatto del panorama residenziale italiano, sottolinea la tenacia dei prezzi nel Paese, nonostante i tassi di interesse elevati che, finora, hanno scoraggiato coloro che avrebbero dovuto ricorrere a mutui per l’acquisto.

Secondo i dati Istat relativi al quarto trimestre del 2023, l’indice dei prezzi delle abitazioni rimane stabile rispetto al trimestre precedente, ma segna un aumento dell’1,8% rispetto al 2022. Un’impennata significativa riguarda soprattutto i prezzi delle nuove costruzioni, che crescono dell’8,9%, un acceleramento rispetto al +7,9% del trimestre precedente.

Nonostante un contesto di contrazione delle compravendite, verso la fine del 2023 si è registrato un rallentamento delle perdite. La casa rimane un asset di notevole importanza per gli italiani, sia come residenza primaria che come investimento. Secondo l’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate, nel quarto trimestre del 2023, il calo delle compravendite si è limitato al -3,3%, con quasi 202.000 transazioni concluse (7.000 in meno rispetto all’anno precedente).

Nonostante il trend in atto, nel 2023 il mercato immobiliare italiano ha registrato la vendita di quasi 710.000 abitazioni (-10% rispetto al 2022), con meno del 40% delle transazioni avvenute tramite mutuo nei tre mesi finali dell’anno.

Le recenti restrizioni nelle operazioni si sono verificate perché molte persone erano in attesa della riduzione dei tassi di interesse“, spiega Antonio Intini, chief business officer di Immobiliare.it. “Tuttavia, molti accordi erano pronti per essere finalizzati. È importante sottolineare che nel frattempo i tassi sono scesi dal picco del 5% a circa il 3,5%“.

Intini evidenzia che, sul fronte immobiliare, c’è un aumento dell’offerta, sebbene sia avvenuto un calo del 10% circa dalla metà del 2023. Questo aumento può essere considerato fisiologico, e comunque compensato da una domanda che resiste alle pressioni negative. Attualmente, la domanda si distribuisce su un maggior numero di annunci, a causa della diminuzione dell’offerta, allungando i tempi di vendita. “È interessante notare che diminuiscono gli annunci di sconto, indicando una maggiore resilienza del mercato“, aggiunge Intini. In generale, i clienti sono diventati più selettivi.

Intini minimizza la contrazione delle compravendite, affermando che questa tendenza è appena iniziata. “Il 2023 è stato il primo anno di calo“, spiega, “e sebbene sia difficile fare previsioni per il 2024, credo che supereremo il numero di vendite dell’anno scorso. Le previsioni saranno più realistiche una volta resi noti i dati del primo trimestre del 2024“.

A livello nazionale, le compravendite di abitazioni diminuiscono soprattutto nei Comuni capoluogo, con un calo del 4,7%, ma si registrano flessioni anche nei comuni non capoluogo, -2,7%. Nelle otto principali città per popolazione, la variazione annua negativa è stata del 5,7%, con circa 1.800 abitazioni acquistate in meno nel quarto trimestre del 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022.

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