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Come rinegoziare il mutuo: guida completa

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Le recenti dichiarazioni della Presidente della BCE, Christine Lagarde, riguardo a possibili nuovi aumenti dei tassi di interesse, non offrono molte speranze a coloro che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile per l’acquisto della propria casa. Questi incrementi potrebbero infatti comportare notevoli aumenti delle rate.

La rinegoziazione rappresenta un’opzione da considerare, ma è importante ottenere l’approvazione della banca per intraprenderla. Nonostante la possibilità di rinegoziare un mutuo sia stata inclusa nella Legge di Bilancio 2023, non tutte le banche sono disposte ad avviare questa procedura.

Come rinegoziare un mutuo

La rinegoziazione di un mutuo è un’azione attraverso la quale il mutuatario può richiedere all’istituto di credito che ha concesso il finanziamento di rivedere le condizioni del mutuo nel caso in cui queste stiano diventando troppo gravose.

Attraverso questa procedura è possibile cambiare da un tasso fisso a uno variabile o viceversa, aggiustare lo spread o la durata del mutuo, estendendo o riducendo questa durata e conseguentemente modificando il piano di rimborso. Si possono anche modificare le modalità di rimborso. Un vantaggio è che è possibile variare più parametri contemporaneamente.

Utilizzando queste nuove condizioni è possibile calcolare nuovamente il mutuo, determinando l’importo della nuova rata mensile. I calcolatori online rappresentano un ottimo strumento per ottenere un’idea approssimativa dell’ammontare della nuova rata alla luce delle nuove condizioni.

Rinegoziazione del mutuo nel 2023

Anche la Legge di Bilancio 2023 ha regolamentato la possibilità di richiedere la rinegoziazione dei mutui ipotecari a seguito degli aumenti dei tassi variabili osservati recentemente.

È possibile rinegoziare mutui a tasso variabile in mutui a tasso fisso a determinate condizioni:

  • il mutuo deve essere stato sottoscritto prima dell’entrata in vigore della legge (1 gennaio 2023);
  • l’importo iniziale finanziato non deve superare i 200.000 euro;
  • il mutuo è stato stipulato come tasso variabile per tutta la durata del prestito;
  • il mutuatario deve avere un ISEE pari o inferiore a 35.000 euro;
  • il mutuatario non deve essere in ritardo nei pagamenti.

Se queste condizioni sono soddisfatte, è possibile richiedere la rinegoziazione del mutuo entro il 31 dicembre 2023.

Oltre al cambiamento del tasso, è possibile richiedere un’estensione del piano di rimborso per massimo 5 anni, purché le rate residue non superino i 20 anni.

Costi della rinegoziazione di un mutuo

Molte persone si chiedono se ci sono spese associate alla rinegoziazione di un mutuo nel caso in cui stiano facendo fatica a pagare le rate. In base all’articolo 120 quarter, comma 5, del Testo Unico Bancario, la rinegoziazione non comporta spese extra; la banca non può richiedere alcuna commissione per questa operazione.

La rinegoziazione avviene tramite un accordo scritto firmato da entrambe le parti. Non è necessario redigere un nuovo atto di mutuo davanti a un notaio.

Tuttavia, è importante notare che, anche se non ci sono restrizioni di legge, le banche non sono obbligate ad accettare le richieste di rinegoziazione presentate dai propri clienti. La rinegoziazione non è un diritto del mutuatario e la banca può decidere di respingere la richiesta se non la ritiene conveniente. Per legge, è possibile richiedere la rinegoziazione del mutuo quante volte si vuole, ma le banche non sono tenute a concederla.

Nel caso in cui la banca non accetti la richiesta di rinegoziazione, quali opzioni ha a disposizione il mutuatario?

Fortunatamente, la rinegoziazione non rappresenta l’unica opzione quando i tassi di interesse del mutuo diventano troppo gravosi.

In alternativa, è possibile considerare la surrogazione del mutuo o la sostituzione dello stesso. Con la surrogazione, il mutuo originario viene trasferito a un’altra banca con condizioni più favorevoli. Con la sostituzione, il mutuo esistente viene sostituito con uno nuovo a condizioni diverse.

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