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Codice CIN per gli affitti brevi: si parte a settembre

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In Italia si aprono nuovi orizzonti per il mercato degli affitti brevi e turistici con l’introduzione del Codice identificativo nazionale (Cin), grazie all’approvazione di un decreto dal Ministero del Turismo sull’interoperabilità delle banche dati regionali. Il provvedimento, avallato dalla Commissione Turismo della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, si propone di migliorare la tracciabilità delle strutture ricettive, facilitando così la lotta contro la frode.

Il nuovo sistema prevede che ogni unità immobiliare destinata agli affitti brevi sia equipaggiata con un codice CIN, che dovrà essere esposto sia all’esterno che all’interno degli alloggi. Il decreto entrerà in vigore il 1° settembre, dopo una fase di sperimentazione e l’ufficializzazione delle procedure sanzionatorie, che prevedono multe fino a 5mila euro per le strutture non conformi. Poi, dopo due mesi, a inizio novembre, la piena operatività di tutto il nuovo sistema di sanzioni, previsto dal decreto n. 145/2023 (all’articolo 13 ter).

Il lavoro di squadra ha permesso di raggiungere questo importante traguardo“, ha commentato la ministra del Turismo Daniela Santanchè. Daniele D’Amario, presidente della Commissione Turismo della Conferenza delle Regioni e assessore al Turismo della Regione Abruzzo, ha sottolineato la complessità del processo volto a rendere interoperabili le banche dati regionali con quella nazionale.

Parallelamente, l’impatto economico degli affitti brevi continua a crescere, specialmente in vista del “maxi” ponte di primavera. L’associazione italiana gestori affitti brevi (Aigab) prevede l’arrivo di oltre 1,5 milioni di ospiti tra il 25 aprile e il 1° maggio, con il 71% proveniente dall’estero, generando un impatto sul PIL di 1,4 miliardi di euro. Gli ospiti stranieri si prevede spenderanno significativamente di più rispetto agli italiani, con una spesa media per il pernotto di 802 euro contro 262 euro.

Ecco quindi che il settore degli affitti brevi, non solo promette di semplificare la gestione e il controllo delle locazioni turistiche, ma anche di contribuire significativamente all’economia italiana, consolidando il settore turistico e garantendo, con l’attribuzione del codice CIN, una maggiore sicurezza e trasparenza per turisti e gestori.

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