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Airbnb vuole diversificare: alloggi a lungo termine e noleggio auto

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In un’intervista esclusiva al quotidiano britannico Financial Times, l’amministratore delegato di Airbnb, Brian Chesky, ha gettato nuova luce sul futuro della nota piattaforma di affitto di case vacanze. Il capo della società californiana ha annunciato un ambizioso cambiamento nel modello di business di Airbnb, proponendo l’introduzione di alloggi a lungo termine e servizi di noleggio auto. Questa mossa strategica, programmata per il prossimo anno, segna un importante spostamento oltre il “core business” originario dell’azienda.

Chesky ha sottolineato la necessità di guardare “oltre i viaggi” per Airbnb, identificando un’opportunità significativa per diventare parte integrante della vita quotidiana delle persone, non solo durante le vacanze annuali. L’offerta di affitti a lungo termine, fino a un anno, rappresenta una promettente “grande opportunità”. Infatti, solo il 18% delle prenotazioni effettuate nel secondo trimestre di quest’anno è stato per soggiorni superiori a 30 giorni, un dato che Airbnb mira a migliorare notevolmente.

Chesky ha anche sottolineato che i soggiorni prolungati di tre mesi o più sono ancora più rari, ma ha rilevato che in un mondo post-pandemia, c’è un mercato emergente per soggiorni di un mese, due mesi o tre mesi, poiché le persone hanno la flessibilità di lavorare da remoto e viaggiare durante l’estate.

Oltre a questa espansione nell’ambito degli affitti a lungo termine, Airbnb sta cercando di diventare un fornitore di “esperienze durante il viaggio”. Chesky ha menzionato idee in cantiere, tra cui il noleggio auto e i ristoranti “pop-up”. Ha dichiarato che, dopo la casa, l’automobile è la seconda risorsa più importante nella vita delle persone, suggerendo che questa potrebbe essere la prossima direzione strategica dell’azienda.

Tuttavia, questa ambiziosa strategia viene annunciata in un momento in cui il modello di business di Airbnb è sotto la lente d’ingrandimento da parte dei legislatori di tutto il mondo. Questo a causa delle preoccupazioni legate all’esaurimento delle risorse immobiliari nelle grandi città. In particolare, la normativa recentemente introdotta a New York ha limitato drasticamente la possibilità per i residenti di affittare attraverso la piattaforma, riducendo notevolmente il numero di annunci disponibili.

Chesky ha osservato che questa situazione a New York non dovrebbe essere vista come un “precedente” per Airbnb e ha sottolineato che la maggior parte delle persone ritiene che esista una soluzione vantaggiosa per tutte le parti coinvolte. Jay Carney, responsabile globale delle politiche e delle comunicazioni di Airbnb, ha previsto che la politica attuata a New York non risolverà la crisi immobiliare e porterà all’aumento dei prezzi degli hotel, limitando l’accesso ai turisti con un budget limitato nella città.

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